I valori della pratica agile

Per mettere in pratica i principi del metodo Agile, non esiste un’unica ricetta. Essere Agili significa sperimentare in modo costante: provare, analizzare i risultati e riaggiustare via via la rotta, nell’ottica di miglioramento continuo. Come applicarlo nel proprio contesto aziendale, lo potrà sapere solo chi conosce molto bene le caratteristiche di quel dato contesto. È importante però ricordare che tutto parte da alcuni valori di fondo che devono diventare patrimonio comune a tutta l’organizzazione e che costruiscono di fatto il tessuto per la diffusione capillare di una Cultura Agile.

Imparare rapidamente e rispondere alla massima velocità

Nella Business Agility, l’azienda sa muoversi e adattarsi velocemente alla situazione e sa scegliere di volta in volta le strategie più adatte per cogliere al volo le migliori opportunità; sa apprendere rapidamente e integrare innovazione e flessibilità organizzativa. Ogni processo non è definito una volta per tutte da una programmazione iniziale ma è costantemente in divenire, pronto ad accogliere innovazione e cambiamento. Nessun piano di azione prestabilito: le strategie si scelgono di volta in volta in base alla necessità del cliente. E per far questo è necessario partire dai dati, non dalle supposizioni. La velocità con cui i lavoratori possono intervenire per risolvere i problemi è associata al decentramento delle decisioni e del controllo, all’autonomia decisionale, alla semplicità procedurale e all’adozione nell’uso quotidiano della tecnologia.

L’azienda agile è capace di riorganizzare velocemente la sua struttura, i suoi processi e, all’occorrenza, anche i suoi modelli di business: è imperativo avere dei metodi per accogliere all’interno dell’organizzazione l’innovazione tecnologica in continua evoluzione. In quest’ottica diventa fondamentale saper integrare l’apprendimento continuo attraverso le tecnologie per l’elearning in particolare mobile.

Customer centricity: il cliente al centro

La Business Agility nasce dalla necessità di adeguarsi ai clienti: bisogna essere rapidi nel prendere decisioni e sapersi riposizionare sul mercato. Il focus si sposta dalla battaglia contro la concorrenza alla soddisfazione dei clienti. La vittoria si ottiene quando si è riusciti a creare una relazione unica e privilegiata e fornire soluzioni immediate ai loro problemi in senso lato. Lo scopo ultimo di tutta l’organizzazione diventa quindi il saper trovare soluzioni di valore ai bisogni dei clienti e fornire questo valore nel più breve tempo possibile. Partire dalla centralità del cliente ridisegna le modalità di lavoro all’indietro, sulla base della misurazione ossessiva dei risultati. Un cambiamento che coinvolge non solo il front-end ma tutta l’organizzazione, in una ristrutturazione che trasforma le grandi divisioni per aree aziendali in piccoli network composti da team autonomi responsabili dei processi orientati proprio dagli stessi bisogni dei clienti, per rafforzare la Customer Experience. E su questo, ogni azienda avrà la sua personale soluzione, a seconda delle caratteristiche della linea di business. Non c’è quindi un’unica ricetta, i vari metodi devono essere applicati nel singolo contesto in modo ogni volta diverso.

Comunicazioni fra il team in tempo reale

Il team deve saper comunicare a stretto giro fra tutti gli attori del progetto, anche e soprattutto con il cliente finale, che può essere coinvolto in vari gradi. Ecco perché prima di tutto è importante pianificare sia le modalità di comunicazione che il grado di coinvolgimento del cliente nel processo decisionale (che raggiunge il massimo grado nell’Extreme Programming dove il coinvolgimento è totale, perché il cliente partecipa persino alle riunioni settimanali o quotidiane dei programmatori). La relazione con il cliente si costruisce sulla base della comunicazione, e dato che i canali di contatto sono sempre più numerosi, così come il numero totale di interazioni, è necessario introdurre degli automatismi in grado di snellire e velocizzare queste attività, che consenta di tenere sempre sotto controllo tutti i dati e di aggiornare costantemente i processi.

Sistema di comunicazione omnicanale

Il consumatore informatizzato è diventato sempre più agile, e pretende di mettersi in contatto con l’azienda quando e come preferisce, attraverso uno dei tanti canali digitali in modo fluido e veloce. Per offrire qualità e continuità alla relazione, e per trasformare il consumatore in nostro cliente, la comunicazione non è più solo multicanale (=molti canali) ma omnicanale (=tutti i canali) e deve avvenire in tempo reale. D’altronde, è l’epoca dell’Intelligenza Artificiale. La soluzione è dotarsi di un sistema di comunicazione omnicanale, che raccolga i dati di tutte le interazioni con l’azienda e sia in grado di riconoscere le abitudini e preferenze del cliente rispetto ai servizi e prodotti offerti. Così, anche gli operatori o i bot dell’assistenza saranno sempre più informati e pronti a fornire la risposta giusta. Utilizzando un unico strumento per gestire tutte le attività, è anche possibile avere sempre sotto controllo i vari workflow eliminando le varie attività ridondanti e aumentando la produttività.

Autonomia e responsabilità del singolo

Basta gerarchie piramidali top-down: il rapporto di subordinazione è superato dall’autonomia collaborativa che nasce dal basso verso l’alto. È decisivo saper creare un clima di fiducia che incoraggi la motivazione personale e che proponga dei sistemi condivisi per gestire il dissenso e per incoraggiare ad apprendere dagli errori. Ognuno deve sentirsi capace di prendere decisioni responsabili. L’obiettivo è focalizzarsi sull’eccellenza operativa, tecnologia e design. Per questo è utile pianificare dei momenti di riflessione, finalizzati ad apprendere dagli errori cosa migliorare, nell’ottica di un reale miglioramento continuo. E ricordiamoci che, nel giusto ambiente, anche le persone ordinarie possono fare cose straordinarie.

Abbracciare l’incertezza e accettare il fallimento

La disciplina buddista ci insegna che il fallimento può essere considerato come un grande insegnamento. Accettare l’incertezza significa anche considerare l’errore uno strumento di apprendimento, una parte essenziale del ciclo produttivo: fin da piccoli, infatti, s’impara dai propri errori, non ha senso colpevolizzarsi. Sbagliare, ritentare, verificare e imparare, fa parte del gioco.  

Semplificare! Ovunque

L’approccio agile minimizza gli sforzi ed elimina tutto l’inutile, iniziando dalle lungaggini burocratiche. In questo l’automazione ci da una mano: mai come in quest’epoca è possibile analizzare i propri processi nel dettaglio ed identificare tutte le attività collaterali che possono essere eliminate o automatizzate. La semplificazione ha un grande impatto nell’organizzazione, a tutti i livelli: dalla comunicazione interna (che deve essere semplice, diretta e ridondante) alla ristrutturazione dell’organigramma nell’ottica di snellire, per quanto possibile, la segmentazione in aree, spesso fonte di lungaggini decisionali.

 

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